Il Tempo Ritrovato

Perchè faccio fotografie? Quando è nata la mia passione per questa affascinante disciplina? Come si è accresciuta? Dopo una lunga pausa di riflessione, mi accingo come un novello Proust, a voltarmi indietro e a riconsiderare il mio passato, percependolo, con gli occhi nuovi della maturità, in maniera differente da come lo avevo vissuto. Il tempo e la memoria irrompono prepotentemente nella scena ed ogni singolo accadimento, ogni singolo ricordo, assume adesso un significato del tutto differente, nuovo, a volte illuminante. Come il grande autore francese, per fare ciò, parto dall’osservazione ammirata ed attenta di piccoli particolari, dettagli apparentemente insignificanti della nostra esistenza, che hanno però il potere e il merito di far riaffiorare in me sensazioni e ricordi della mia infanzia fotografica. Sensazioni e ricordi, generati dalla banalità di un gesto o di una visione quotidiana, che mi hanno spinto a trattare in foto questo tema così naturale e così complicato, ordinario ed intimo. Ne viene fuori un racconto onirico e frammentato, a tratti confuso. Lacunoso come la mia memoria, smisurato come la mia fantasia.

“Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.” Marcel Proust